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''Momenti di non trascurabile bellezza''. Puntata n.1: Il pozzo dei desideri



Deve per forza fare più rumore un albero che cade e non una foresta che cresce? Mi sono sempre chiesta perché l'informazione fosse prevalentemente cronaca nera, scandalo, racconto del disastro, voce dell'incidente. Perché non ci fosse allo stesso modo un'informazione di quanto accada di positivo.

Come se dovessimo sempre col fiato sospeso della paura, restare invischiati in quel ghetto.

Questa rubrica parte dal versante opposto e vuole essere una sottolineatura della bellezza. Con la penna idealmente sottolineare attimi di purezza, di sensibilità. Quegli attimi in cui siamo migliori della nostra fragilità. Piccoli esempi di luce che ci indicano la strada.

Sono sicura che tutti ne incontriamo.

Con Pyros ve ne narrerò alcuni. Parto da un racconto che casualmente, in una chiacchierata variegata, mi ha fatto un'amica qualche anno fa.

Gita di famiglia. Mamma, papà e i due figli. La meta è la provincia di Catania.

Sì parte per qualche giorno, per distrarsi, esplorare e passare del tempo insieme.

Arrivati ad Aci Castello, i ragazzi seguono le spiegazioni della guida “Il castello del borgo fu costruito nel 1076, in epoca normanna, in pietra lavica nera. Nelle stanze della fortezza è stato istituito un museo civico che custodisce reperti storici che vanno dalla preistoria all’età medievale e possiede un’interessante area dedicata alla mineralogia”.

Dopo aver raccontato anche alcune leggende, l’accompagnatore si volta…: "Ed ecco a voi il pozzo dei desideri, qui potete esprimerne uno a vostro piacimento e vi assicuro che si realizzerà".

Tutti i bambini presenti chiedono ai genitori la monetina. Anche Giuseppe, il più piccolo dei due fratelli, lo fa. E quando la mamma gliela porge, lui si concentra col piccolo metallo tra le mani, lo strofina e, ad occhi chiusi, lo butta, senza guardare, all'indietro.

Il tour prosegue e la famiglia entra nel castello seguendo le illustrazioni della guida. Poi fanno un giro da soli e all'uscita, chi li aveva scortati è lì ad aspettarli. Man mano che escono i bambini con i genitori, gli accompagnatori chiedono cos'ha colpito, se è stato interessante e così la guida ai bambini più piccoli, mentre passano vicino al pozzo dei desideri: "Posso chiedervi cosa avete espresso come desiderio a questo pozzo magico?". E Giuseppe, senza esitazione: "Sì, può chiedermelo. Il mio desiderio è... di avere per sempre desideri!". La guida rimane immobile e i genitori si guardano tra loro stupefatti per quella risposta.

Anch’io non l'ho mai dimenticata perché è invincibile.

Di desideri ne esprimiamo tanti, sotto forma di preghiere, lettere di Babbo Natale, richieste alle stelle ma questo desiderio è un incanto, un disegno più grande della realtà che ci tocca nell’immediato.

Giuseppe avrebbe potuto chiedere qualunque cosa, e di desideri la guida ne aveva sentiti tanti. Un bambino di sette anni avrebbe potuto desiderare dei giochi, dei superpoteri, un animale, qualcosa legato all'amicizia, una bicicletta nuova o chissà cos'altro. E invece… Desiderare di avere per sempre desideri!

Che meraviglia!

Questo credo sia proprio uno di quegli alberi nella foresta che cresce.

Enza De Martino

Foto di Beatrice Bigu

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