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La Citta' di Salerno chiude, licenziati tutti i giornalisti



La Città di Salerno, il maggiore quotidiano della provincia, chiude improvvisamente, licenziando tutti i giornalisti. Notizia inaspettata, giunta dopo l'allontanamento di 4 giornalisti e i dieci giorni di sciopero dei colleghi.

"Scioglimento volontario anticipato della società Edizioni Salernitane srl e sospensione delle pubblicazioni della testata giornalistica La Città di Salerno con conseguente interruzione di tutti i rapporti di lavoro ad oggi in essere": è questo l'oggetto della lettera che le Edizioni Salernitane hanno inviato, tra gli altri, al sindacato Sugc, nella persona di Claudio Silvestri, al CdR della redazione, alla Fistel Cisl, rappresentata da Antonio Abagnara. "Ci hanno informati di tornare al tavolo delle trattative - spiega Claudio Silvestri, segretario del Sindacato unitario giornalisti della Campania - in tempi strettissimi. Vigileremo affinché questa operazione non sia la premessa per far rinascere con altra società la testata”. La società editrice Edizioni Salernitane srl ha poi comunicato di procedere al licenziamento collettivo appellandosi alla legge 223/1991, dopo aver predisposto il reintegro nell’organigramma dei 4 giornalisti licenziati nei giorni scorsi.

Solidarietà ai giornalisti licenziati da tutto il mondo dell’informazione campana.  Anche il Presidente della Provincia di Salerno, Michele Strianese, ha espresso la propria  vicinanza ai giornalisti e ai poligrafici del quotidiano. “E’ una notizia inaccettabile - afferma il Presidente Strianese -. Sono vicino ai redattori che vedono calpestata la loro professionalità e la loro dedizione a un mestiere, quello del giornalista, che è vitale per tutti noi. E sono calpestati anche i loro diritti di lavoratori, che da un giorno all’altro apprendono di essere licenziati, senza la possibilità di una trattativa civile. La Città di Salerno è una testata giornalistica autorevole, meno di tre anni fa apparteneva al Gruppo Espresso che fu costretto a venderla in rispetto della normativa antitrust, procedendo alla costituzione del gruppo Gedi. È un quotidiano che copre tutto il territorio provinciale, in maniera puntuale, dando voce alle comunità più decentrate, non può e non deve morire. Sarebbe bello se i vertici del gruppo Gedi potessero prendere in considerazione di riacquisire la Città. L’incidenza delle vendite sicuramente oggi non supera il tetto imposto dalle norme antitrust, e si potrebbero così salvare posti di lavoro oltre che una testata presidio di informazione e legalità in tutto il nostro territorio provinciale. È necessario tutelare il diritto all’informazione che mai come in questo momento è sotto attacco.”.

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