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Don Mario Carpentieri, addio al sacerdote del Golfo



Don Mario Carpentieri è nel ricordo di tutti per i suoi gesti concreti, la sua testimonianza di vita e il sorriso sconfinato dispensato sempre a chiunque. Io stessa lo tengo impresso tra i miei primi ricordi di bambina che, sfogliando le foto del matrimonio dei propri genitori, era rimasta colpita dalla gioia impressa sul viso di quel sacerdote che aveva suggellato l'unione di mamma e papà. 

Don Mario è stato parroco della Madonna delle Nevi a Castelruggero, della Cattedrale Santa Maria Assunta di Policastro e Rettore del Seminario. Successivamente è stato parroco nella parrocchia di San Giovanni Battista a Sapri e di San Pietro Apostolo in Torraca per vivere negli ultimi venti anni dedicandosi alla Parrocchia dell'Immacolata a Scario. 

Don Enzo Morabito della parrocchia di San Giovanni Battista di Sapri di cui Don Mario è stato il primo parroco condivide con noi la tristezza per una così grande perdita ma la gioia e la riconoscenza per averlo avuto nella propria vita: "ho avuto la gioia di conoscerlo in Seminario negli anni della Media, come educatore ed insegnante e ho custodito di lui sempre una cara e grata memoria nella mia vita di ragazzo e poi di sacerdote. Un pastore di una fede adamantina e gioiosa, umile e generoso, con passione e intenso impegno a servizio della edificazione del Regno di Dio. Sempre disponibile ed attento alle varie povertà presenti nel territorio, si relazionava con i confratelli e con i fedeli in una forma costruttiva". Dai ricordi di Don Enzo emerge un volto sempre sorridente e materno: "Ha lasciato a Sapri, e non solo nella nostra Parrocchia, un ricordo luminosissimo di vero pastore: semplice, buono e ricco di spiritualità. Siamo grati al Signore per il dono del carissimo don Mario: come presbitero, parroco ed amico". 

Gli ultimi dieci anni li ha condivisi con Don Tonino Cetrangolo, attuale parroco di Scario, che ringraziamo per la disponibilità, per averci  donato alcune immagini emblematiche. Don Mario ha avuto una vita sacerdotale davvero intensa, ci racconta, tra paesi interni e sulla costa. È stato un esempio e un punto di riferimento per tanti giovani, seminaristi e non. È stato un prete moderno: leggeva sempre i giornali e ritagliava articoli da condividere con noi; un uomo sensibile e aperto al dialogo perché credeva nel senso di comunione. È stato anche un padre amoroso: "quando sono arrivato a Scario, in un momento delicato della mia vita dal punto di vista della salute, ha dimostrato sempre una sincera e profonda fraternità, ricordandomi l'importanza dell'abbandono totale in Dio". L'amore verso Gesù non era mai disincarnato per lui: non solo nei sacramenti, ma Gesù lo ritrovava nel prossimo attraverso il suo spirito di carità e generosità incondizionata. A proposito della sua umanità, Don Tonino, tornando ai ricordi da ragazzo, ci racconta di essere rimasto colpito per esempio dal gesto di Don Mario quando decise, nel periodo in cui l'Albania era sotto regime comunista, di ospitare due giovani albanesi, a sue spese (quando non c'erano fondi dello Stato a cui ricorrere), sostenendoli, facendoli studiare, concedendo loro di prendere i sacramenti. Quei giovani hanno poi trovato lavoro e si sono sposati qui. Un sacerdote senza fronzoli, umile e anche per questo voluto bene dalla gente. A Scario aveva ideato anche degli incontri con i pescatori, i muratori... Era una santità concreta, la sua, e quando parlava di Sant'Anna o dell'Immacolata, parlava di persone familiari: "Ora dobbiamo andare anche da quell'altra... altrimenti si offende…" riferendosi scherzosamente a Sant'Anna. Non era un grandissimo oratore ma aveva una grande capacità di analisi e una lucida lettura della realtà, anche dal punto di visto politico e sociale. Mi ha insegnato tante cose, confessa Don Tonino, anche senza rendersene conto: ero in chiesa a pregare e al semibuio non mi aveva visto ma io lo vidi passare davanti al tabernacolo e dire a voce alta "Gesù ti amo!"

Era questo Don Mario Carpentieri e molto altro che ognuno di noi conserva, a suo modo, dentro sé. Ci piace salutarlo con un'altra immagine che Don Tonino ci ha ricordato: "aveva uno sguardo con degli occhi azzurri immensi che ti entravano nell'anima". In fin dei conti, era quello che gli interessava e più aveva a cuore: l'anima della gente. 

Enza De Martino 

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