Zazza

Tra le bellezze del Golfo splende anche la voce del Soprano Daniela Ettorre



Stimata per la sua arte, la sua voce molto particolare e inconfondibile di Soprano lirico, estremamente intonata e per le sue straordinarie doti interpretative, il Maestro Soprano Daniela Ettorre, in questa intervista ci ha raccontato quanto è stato difficile e impegnativo il suo percorso di studi, seppur sostenuta dalla famiglia.

Ringraziandola per la sua squisita disponibilità, lasciamo ai nostri lettori il piacere di leggere le emozioni, i ricordi e i progetti per il futuro che una grande artista ci ha saputo trasmettere con le sue parole...

Chi è Daniela Ettorre?

Daniela è una ragazza piena di sogni, che ama tantissimo la musica e la ama da quando aveva sei anni. In qualche modo ho sempre fatto parte del mondo musicale. Già da piccola facevo parte dei cori delle parrocchie che frequentavo ed ero sempre la più piccola e sempre in prima fila, perché a me piaceva tantissimo cantare.

 A quanti anni ha iniziato a muovere i primi passi verso la musica?

Ho iniziato a studiare chitarra alle scuole elementari. Alle medie ho iniziato lo studio del violino.

Come ha iniziato lo studio del canto lirico?

Ho abbandonato gli studi del violino quando ho iniziato a frequentare l’istituto tecnico per il turismo a Roma, perché non riuscivo a conciliare tutto. In età adolescenziale non si riescono a capire tante cose e mi sono un po’ spaventata dell’enorme mole di studio. Però siccome ho sempre amato cantare, ho continuato a farlo. Don Massimo Palombella, ex direttore del coro della Cappella Sistina, negli anni ‘90 aveva creato un coro presso l’università dei Salesiani di Roma e tramite mio zio, che all’epoca era suo allievo in tromba, entrai a farne parte. Iniziai così a prender parte a Cori Polifonici di una certa rilevanza e da lì è nato il mio desiderio di un percorso di studi di canto. Ho iniziato privatamente e poi mi sono affidata all’associazione musicale “Amadeus“ di Aprilia.

Ci parli dei suoi insegnanti...

Il Maestro Marina Di Marco è stata l’insegnante che mi ha formato in tutto, ho studiato sei anni con lei, per me era il punto di riferimento. Lei mi ha insegnato tantissimo insieme al Maestro Sandro Ferri con cui abbiamo fatto bellissimi concerti, che in seguito abbiamo portato anche a Caselle in Pittari per diversi anni. Poi c’è il famosissimo Maestro Mezzo Soprano Chiara Chialli e mi ha trasmesso amore allo stato puro per la musica e per il canto. Con il Maestro Chialli ho approfondito e migliorato determinate cose, anche perché nel mondo del canto c’è sempre da imparare. Iscritta al Conservatorio “Casella“ dell’Aquila, ho conosciuto Tonino Contrevi, Maestro di solfeggio, che purtroppo ora è volato in cielo e penso che sia stata la persona più bella in assoluto che abbia mai conosciuto nel mondo della musica e lo porteró sempre nel cuore per quello che mi ha insegnato, non solo dal punto di vista musicale ma anche umano.

Quando si è sentita "padrona della sua tecnica e della sua voce?"

Sinceramente più che padrona, direi consapevole di un percorso che avevo fatto... Quando nel 2011, sono stata selezionata nel coro città di Roma alla Masterclass diretta da Eric Whitacre, un grandissimo compositore americano. Sono stata selezionata per partecipare come corista esterna e in un mese ho dovuto imparare tredici brani, ognuno composto di 20/25 pagine di musica contemporanea scritta dal Maestro Whitacre, molto difficile ma stupendo e lì ho capito di aver fatto un bellissimo percorso di studi.

Qual è stata la prima opera in cui ha debuttato e c'è un ruolo che ama particolarmente?

La prima Opera è stata la “Traviata” di Verdi a Roma e il teatro San Pietro tra i palcoscenici che mi hanno emozionato di più. Amo tantissimo le opere di Verdi, perché lui ha dato sempre dei ruoli meravigliosi ai Soprani. Però un’opera che a me fa veramente piangere ogni volta che la vivo è “Suor Angelica“ di Puccini, un’opera straordinaria.

Quanto è stato importante il supporto della famiglia per la sua carriera?

È stato importantissimo, ho iniziato a studiare canto lirico a 34 anni, già in età adulta e già sposata, avevo una vita lavorativa. All’inizio avevo delle titubanze, ma il canto era la mia più grande passione e sono stata molto determinata. I miei genitori sono appassionati di musica, per cui mi hanno sempre seguita, anche quando iniziai a fare i primi concerti. Ricordo che quando facevo parte del coro dei “Liberi Cantores” siamo stati in Sicilia a Sciacca, poi a Carpi per il concerto della messa di Karl Jenkins in Emilia-Romagna. Sono stati sempre al mio fianco.

Sei anni fa ha lasciato Roma per andare a vivere a Caselle in Pittari, perché?

Io sono nata e cresciuta a Roma anche se i miei genitori sono di Caselle. Mio padre abitava già a Roma dal 1968, poi subito dopo il matrimonio mia madre lo ha seguito. Io venivo a Caselle solo in vacanza ma già amavo molto questo luogo. Andando in pensione i miei si sono trasferiti qua e li ho seguiti... c’era gioia perché ovviamente ero vicino ai miei genitori, in un posto del cuore, ma è stato molto difficile perché ho dovuto lasciare la mia città, Roma. Mi mancano le amicizie che sono  radicate da una vita e mi manca tutto il mondo musicale a cui appartenevo, ovviamente stando a 400 km di distanza è più difficile mantenere determinati contatti.

Però come dice un vecchio proverbio “si chiude una porta e si apre un portone”: cosa succede dopo il trasferimento?

Sì...È successo che ho conosciuto Venere Pellegrino. Galeotto è stato uno spettacolo organizzato a Policastro Bussentino chiamato “La Corrida”, dove la Pellegrino decise di partecipare insieme alla figlia. Siccome lei ha la passione per il canto, decise di venire a lezione da me per prepararsi alla gara. Da lì è nata una bellissima amicizia e iniziò a invogliarmi e a incoraggiarmi per aprire una scuola di canto. Così ho cercato di mettere giù un progetto. All’inizio ho avuto l’appoggio dell’associazione “Ad Arte” di San Giovanni A Piro di cui facevo parte e ho aperto una sede a San Giovanni e a Policastro Bussentino, poi ho costituito “Voci del Golfo”, un’associazione Musicale artistica culturale. I Sindaci Palazzo e Fortunato contenti che io aprissi un’attività del genere nel Golfo, hanno dato disponibilità per i locali atti a effettuare le lezioni.

Come studiano i suoi ragazzi?

Sostengono lezioni individuali, ma all’interno della scuola nasce anche la coralità, perché cerco di aprire anche ad un discorso corale che è molto importante. Quello su cui punto in modo particolare all’interno della scuola è che ci sia sempre collaborazione, condivisione e gioia nel lavorare insieme, senza rivalità. Inoltre attraverso la scuola abbiamo iniziato ad allestire degli spettacoli... il saggio di fine anno in teatro, lo spettacolo di Natale e l’anno scorso anche un’interessante Masterclass di canto con il Maestro Ferri di Roma.

Quali sono i valori che insegna ai suoi studenti?

Il rispetto per se stessi e per gli altri, l’onestà e la correttezza sempre, perché ripaga. Sono valori con cui sono cresciuta e che mi hanno insegnato i miei genitori. Gentilezza e soprattutto essere umili, perché nel mondo della musica, ma non solo, c’è pochissima umiltà e questa cosa non giova per niente a nessuno. I più grandi in assoluto, nella letteratura, nella musica, nella cultura, nell’arte in genere sono state sempre le persone più umili. Soprattutto ai più piccoli è quello che cerco di insegnare.

Come sta affrontando questo periodo particolarmente duro di emergenza Covid musicalmente parlando?

In questo periodo così difficile ci siamo organizzati continuando a fare lezione online. Ed è stato importantissimo per i ragazzi che si sono visti chiusi dentro casa e tolti da tutte le loro attività ricreative. Hanno studiato le canzoni, registrato i video e li abbiamo pubblicati online sui social, sulla pagina della scuola “Voci Del Golfo” e ciò ci ha uniti ancora di più e in un certo senso abbiamo fatto compagnia a chi ci guardava e ci ha apprezzato. Questo vuol dire che la musica non si ferma mai perché essa è il motore della vita.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Il mio sogno sarebbe quello di far diventare “Voci Del Golfo “ un centro musicale dove poter non solo studiare canto, ma anche vari strumenti. Da quest’anno inizia una collaborazione con il Maestro Rosa De Laurentis, insegnante di pianoforte, e sono in contatto anche con un insegnante di chitarra che amerebbe molto insegnare nel nostro golfo. Noi qui nel Golfo di Policastro abbiamo delle tradizioni musicali molto forti, perché questi sono paesi con tradizioni bandistiche di anni e anni: Caselle in Pittari e San Giovanni a Piro lo testimoniano. Penso che oltre a dare la possibilità ai ragazzi di intraprendere un percorso musicale all’interno di una banda sia bello dare la stessa possibilità anche per quanto riguarda la musica leggera come il canto moderno, lirico, oppure studi di pianoforte, chitarra, flauto, violino e quant’altro. Questo è il mio obiettivo e spero di riuscirci.

Qual è il primo consiglio per chi ha intenzione di studiare Canto o di diventare un professionista cantante?

Nel Golfo ci sono bellissime voci, sì ci sono tanti talenti, sono sincera. Se potessi dare un consiglio, a chi volesse intraprendere seriamente lo studio del canto e volerne fare una professione, la cosa importante è studiare musica, quindi solfeggio, perché quando si conosce la musica si ha un approccio completamente diverso, non ti fa timore nulla. Senza la conoscenza delle note, si è a metà e si fa più fatica. Iniziare un percorso musicale proprio dal solfeggio è la cosa primaria.

Un pregio e un difetto di Daniela Ettorre...

Un pregio... la passione che metto nel mio lavoro, ma anche in tutto quello che faccio. La passione della musica e nel canto, che poi mi ha dato anche la determinazione. Un difetto... sono una persona insicura, diciamo che non mi reputo mai all’altezza, sto ancora lavorando su questo aspetto.

Siamo giunti alla fine di questa piacevolissima chiacchierata e La ringrazio molto perché da questa intervista abbiamo capito quali sono i valori che l'hanno portata a diventare un punto di riferimento per chi ama la musica, ma soprattutto per i giovani che si affacciano per la prima volta nel mondo musicale, per averci fatto capire quanto sia importante il coraggio, la costanza, la determinazione e la voglia di studiare musica per raggiungere la realizzazione di un sogno nella vita.

Ed io ringrazio voi e la redazione di vero cuore. 

Intervista a cura di Simona Magliano

Altri articoli cultura

0 Commenti

   Per scrivere e visualizzare i commenti occorre la registrazione ! Registrati
Se sei già registrato effettua il login