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Camerota, direttivo Premio Nassiriya per la Pace propone cittadinanza onoraria all'ambasciatore Attanasio



CAMEROTA. Cittadinanza onoraria “post mortem” per l’ambasciatore Luca Attanasio. E' la richiesta avanzata dal consiglio direttivo del Premio Internazionale Nassiriya per la Pace al sindaco del Comune di Camerota, Mario Scarpitta.

“L’ambasciatore Attanasio amava questo territorio – ha spiegato Vincenzo Rubano, presidente del Premio - e proprio qui, lo scorso mese di ottobre, in occasione della consegna del Premio Nassiriya per la Pace, tenne il suo ultimo emozionante intervento pubblico. Conferirgli la cittadinanza onoraria post mortem significa ricordarlo e continuare a sentirlo vicino alla nostra comunità”. L’ambasciatore Attanasio, ucciso in un attentato il 22 febbraio nella Repubblica Democratica del Congo, ritirò insieme alla moglie Zakia Seddiki il premio Nassiriya per Pace 2020 “per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli e per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l'altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà”.

“Luca Attanasio è una delle persone più buone che abbia mai conosciuto – racconta Rubano – ma era anche un ambasciatore coraggioso e molto preparato. Un esempio per le nuove generazioni, un uomo che ha ricoperto il proprio incarico con altissimo senso del dovere e dello Stato, con umanità e con passione. Ha dato lustro all’Italia nel mondo e ci ha resi orgogliosi di essere italiani”. L’ambasciatore aveva instaurato un feeling particolare con il Cilento. “Nel corso della sua visita a Camerota – continua Rubano - ebbe modo di visitare anche il sito preistorico della Grotta della Cala e si propose immediatamente per organizzare un gemellaggio con un importante sito preistorico della Repubblica Democratica del Congo. Rimase ammaliato dall’ospitalità e dalle bellezze della costa di Marina di Camerota e manifestò la volontà di ritornare presto in Cilento. Si è sentito subito a casa e noi lo abbiamo sentito subito uno di noi. E proprio per questo – conclude Rubano - vorremmo che diventasse per sempre nostro concittadino”.

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